Il giallo di Medolla l’acqua del pozzo a 55 gradi. C'entra il terremoto? Rilievi dei tecnici

di Serena Arbizzi

L’ispezione dei tecnici di Regione, Ingv e Comune in via Camurana a Medolla dopo le scosse: il fenomeno è in aumento e nell'acqua bollente di questi giorni è stato notato che  risale anche il gas

MEDOLLA. Nell’acqua del pozzo “bollente” di via Camurana c’era anche del gas. È quanto emerso durante una nuova fase di prelievi, mentre l’acqua giunta dalle profondità del sottosuolo toccava punte che ieri pomeriggio sono arrivate a 55 gradi, in continua crescita

È  stata pure esclusa la motivazione che viene spesso opposta in questi casi, ovvero un malfunzionamento della pompa, che invece era staccata, peraltro, da due giorni. Il pozzo che sorge sul fondo Gibertoni, era “in movimento” già un paio di settimane fa. Riccardo Gibertoni ha usato l’acqua per lavare un’attrezzatura e si è accorto che era tiepida. Con il passare dei giorni, poi, la temperatura è aumentata, fino a scottare. Come ancora era evidente ieri, quando dal pozzo, risalente a un centinaio di anni fa e con profondità di quasi 9 metri, usciva vapore.

Terremoto, il caso: acqua a 55 gradi nel pozzo di Medolla

IL LABORATORIO Nella tarda mattinata il fondo è diventato un laboratorio a cielo aperto al quale è accorsa una task force composta dal geologo Paolo Severi della Regione, dal prof Bruno Capaccioni, da Fedora Quattrocchi dell’Ingv, dalla prof. Carmela Vaccaro dell’università di Ferrara, C’erano anche il sindaco Filippo Molinari e lo staff del Comune. Diverse le misurazioni fatte dall’équipe a più profondità: analisi che hanno permesso di riscontrare il gas nell’acqua.

Scosse di terremoto: in un pozzo di Medolla da giorni l’acqua era quasi bollente

«Abbiamo effettuato i campionamenti per identificare la presenza anomala di gas Co2 e di metano, sia nella parte liquida, cioè nell’acqua, sia nella parte areata del pozzo. – spiega Capaccioni - Nella parte areata i valori dicono che c’è una certa anomalia di Co2, ma non altissima: questo dipende dal fatto che, essendo un pozzo caldo, l’aria si muove all’interno. Nell’acqua, invece, abbiamo riscontrato significative quantità di gas disciolti che saranno analizzati in laboratorio sia per la parte chimica, sia per quella isotopica. In questa zona è plausibile ritenere che si tratti quasi certamente di metano. Una possibile correlazione tra questa risalita di metano e l’attività sismica, poi, potrebbe consistere nelle faglie, ovvero in quelle fratture che, quando sfregano tra loro, creano una situazione che favorisce la risalita del gas. Ma aspettiamo di verificare il caso specifico”.

IL SURRISCALDAMENTO Quattrocchi sottolinea la concomitanza del surriscaldamento idrico con la moria di pesci a Bondeno nel ferrarese. «Questi due fatti, legati a un evento tettonico sono da tenere sotto controllo. No allarmismo, quindi, ma lo studio va fatto. Ricordiamo che tra il 20 e il 29 maggio i contenuti di metano nei suoli delle “terre calde” erano variati».

Il sindaco Molinari invece rassicura la popolazione sulla «massima attenzione al fenomeno».