Finale Emilia: Il Lato B e Lo Stato Sociale Un binomio di solidarietà

di Manuele Palazzi

 Il gruppo che ha movimentato Sanremo tra i primi a suonare per il sisma Marchetti: «Ci hanno aiutato a ricostruire il tetto e quella volta degli Europei...»

Stato Sociale Show a Bologna

FINALE . In paese si festeggia il podio del gruppo bolognese “Lo Stato Sociale” al del festival di Sanremo e il premio della critica. A Finale infatti il gruppo è conosciuto per aver partecipato alla ricostruzione del circolo musicale Lato B dopo il terremoto del 2012. Con molti altri gruppi e associazioni culturali emiliane Lo Stato Sociale suonò al festival “Abbassa” organizzato in fretta e furia nell’estate 2012 a Bosco Albergati per raccogliere 15 mila euro e poter riparare il tetto della vecchia scuola elementare di Canaletto che dal 1989 ospita come sala prove i musicisti di tutta la Bassa, e che oggi conta quasi 30 gruppi per circa 80 musicisti. La band è poi tornata l’anno successivo a Canaletto per la prima edizione della “Festa del Ringraziamento” e di nuovo nel 2015, instaurando con musicisti, associazioni e pubblico un vero e proprio rapporto di amicizia. Una collaborazione nata dalla solidarietà tra musicisti, grazie alla complicità del direttore artistico della manifestazione Gabriele Malavasi.

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Il presidente del circolo Lato B, Raffaele Marchetti, ricorda un momento di quella festa: «Durante il festival “Abbassa” c’erano gli Europei di calcio e da buoni italiani avevamo predisposto una pausa lunga fermando tutti i concerti. Italia-Inghilterra però andò ai supplementari e poi ai rigori. Eravamo tutti, o quasi, incollati al telo del proiettore quando sentii un gruppo suonare, erano Lo Stato Sociale. Mi voltai e guardai da lontano il concerto pensando che era il gesto più punk che qualcuno avesse mai fatto, “io voglio suonare il mio set, e quindi suono anche se c’è ancora la partita”, questo è quello che ricordo dello Stato Sociale “the great indie swindle”».

Che tipo di rapporto si è instaurato in queste tre edizioni?

«Hanno partecipato a tre edizioni ed io, anche se ci vediamo molto poco, li considero degli ottimi amici, musicisti e professionisti che amo e rispetto».

Il loro contributo alla festa al Lato B è segno del loro costante attivismo o vi lega altro?

«È difficile per me sapere il motivo principe che li ha spinti a fare il primo passo nei nostri confronti. Ma ti posso dire che il loro costante impegno e partecipazione, come quella di tanti altri, ci ha permesso di avere oggi un tetto sopra la testa, di avere degli strumenti a scuola di musica, di finanziare un progetto per la ricostruzione di un teatro comunale, di finanziare un corso gratuito nelle scuole primarie per creare una “banda musicale scolastica”, serve altro?».

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Avete tifato per loro a Sanremo?

«Sarò sincero: non ho nemmeno per sbaglio messo su Rai1. Quindi sì ho tifato per loro, ma non ho guardato il Festival, perché riassume ciò che non amo della musica. Mi auguro che la loro vittoria al premio della critica e il podio sia anche una vittoria della musica indipendente».