Modena. Caso Dall’Aglio: è arrivata la superperizia

Dopo 9 mesi il pm ha ricevuto il referto del centro specializzato da Padova: indagini alla stretta finale

MODENA. È finalmente arrivato il rapporto del centro specializzato per le autopsie cardiache e vascolari di Padova. Ci sono voluti quasi nove mesi e ora è sul tavolo del pm che segue le indagini sulla morte di Mattia Dall’Aglio, il campione di nuoto di Montecchio (Reggio) morto in agosto in una stanza adibita a palestra presso la piscina dei vigili del fuoco di Modena. Un’indagine che, nata da un accertamento in seguito all’autopsia presso l’Istituto di Medicina legale di Modena, si è poi allargata fino a includere due indagati per omicidio colposo, il presidente dell’associazione “Amici del nuoto” (che gestisce la piscina di via Formigina) e un allenatore, difesi dal professor Giulio Garuti. L’esito di questa lunga autopsia supplettiva a quella iniziale - che ha richiesto numerose proroghe - è ancora “top secret”: non si sa nulla sul suo contenuto. Se la prima autopsia indicava che la morte del campione 24enne era dovuta a cause naturali, questa da Padova chiarirà i dettagli e l’ora del decesso. Sarà anche importante capire se sono state trovate tracce di farmaci. Se la risposta sarà negativa, verrà esclusa ogni altra ipotesi dalla morte improvvisa per malore. Resta in piedi solo l’ipotesi sulla causa del malore: è stato spontaneo o provocato da un eccessivo sforzo durante gli esercizi con gli attrezzi nella sala, oltretutto eseguiti nel primo pomeriggio di una giornata particolarmente calda?

La risposta è ovviamente delicata: il magistrato dovrà infatti decidere se sostenere ancora l’accusa contro i due esperti di nuoto nonché amici stretti di Mattia oppure farla cadere: entrambi sono indagati per omicidio colposo in relazione alle circostanze del decesso. Dopo questa decisione - tenuto conto anche di un video analizzato dalla Squadra Mobile della polizia che riprende Mattia poco prima della tragedia dentro la sala attrezzi (ma da angolazioni molto strette e particolari) - si potrà considerare chiusa l’indagine e al pm non resterà altro da fare che chiedere o l’archiviazione o il rinvio a giudizio per i due esponenti degli “Amici del nuoto”.

La sala con gli attrezzi è chiusa e sotto sequestro giudiziario dal tragico giorno in cui Mattia fu trovato privo di vita. Fin dal giorno dopo il procuratore Lucia Musti specificò che quella non era una palestra (che necessita di autorizzazioni) ma una stanza attrezzata alla buona con macchinari e pesi.

Da quel giorno papà Gianluca, i suoi cari, gli amici e i compagni di nuoto hanno fatto tanto per ricordare il loro eroe. (c.g.)